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Nain è...

Nain è una casafamiglia pensata e voluta per accogliere minori da 0 a 17 anni in regime residenziale o diurno, incentrata su una famiglia di riferimento caratterizzata ulteriormente dall’esperienza professionale di entrambi i coniugi in vari ambiti e responsabilità riguardanti accoglienza e tutela dei minori, che condivide la propria vita con i minori accolti e che si avvale della collaborazione stabile di educatori che svolgono funzioni educative e socio-assistenziali.


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Brano tratto dal Saluto di Nicolino Pompei all'inaugurazione della casafamiglia.– 26 Settembre 2009

Il cuore dell'opera

"Gesù, entrando in una città chiamata Nain, si imbatte con una donna vedova che segue, straziata dal dolore, il feretro del suo unico figlio. Di questo incontro viene riportato, seppur in maniera brevissima, qualcosa che ci costringe il cuore e lo sguardo: “Gesù, appena la vide pianse, si commosse”. In latino viene usata l’affermazione: misericordia motus super eam…, ebbe un moto di compassione, di pietà fino alle lacrime per lei; un sentimento intenso di amore fino alle lacrime, fino alla commozione, fino allo struggimento verso quella donna straziata dal dolore.
“E le disse: donna, non piangere”. Come, non piangere? Sembra una richiesta assurda, “da fuori di testa”; invece e il prorompere dell’Infinito Amore di Dio a noi, del folle ed inconcepibile Amore di Dio che si china e si coinvolge con l’intera vicenda umana e che si attesta nella nostra vita nella presenza umana di Gesù e nel modo di questa sua presenza. E certamente uno di quei momenti in cui sorprendere la rivelazione dello sconvolgente e inaudito Amore di Dio per ciascuno di noi. Un Amore che si dimostra coinvolto con noi fin dentro le minime fessure del nostro umano straziato dal dolore e dal male, e sino alla commozione per questo umano. Un Amore che si rivela come Amore che ci ama sino alla pieta e allo struggimento per il nostro umano straziato, disintegrato dalla sofferenza a causa del male e della nostra empietà ostinata. Un Amore così coinvolto con l’umano afflitto, atterrito e sotterrato dalla morte da consegnare se stesso gratuitamente e liberamente alla morte, e alla morte di croce. Un Amore che si consegna all’amato sino a morire per dissotterrare, rialzare, rimettere in piedi e in cammino la vita di ognuno, al pari di quella del giovinetto, di quel figlio che resuscita e che restituisce alla madre, come la nostra vita alla Vita nel Padre. Amore inaudito."